Del suo lavoro, il designer Alessandro Mendini disse: «Maurer non disegna lampade come fa ogni normale e tipico designer. Maurer ‘usa’ le lampadine (di tutti i tipi), le combina, le strumentalizza, le monta assieme, le smonta, le divide, eccetera, per obbiettivi e finalità che non hanno direttamente a che fare con l’intenzione di ‘disegnare una lampada come strumento per fare luce’. […] Una luce non di raccoglimento, ma anzi una energia nervosa di dispersione».
Il suo modo d’intendere la luce e il progetto continua a offrire spunti di riflessione. Di grande ispirazione, per Incalmi, sono stati in particolare il sistema YaYaHo e la lampada Keep Balance, che trae spunto dal mondo circense. Il tema del gesto, dell’equilibrio e dell’interazione con l’utente ha ispirato una delle lampade in collezione – la
Nomos – che a Ingo Maurer deve anche la scelta di forme semplici e l’ardita sperimentazione materica. Anche il tema della trasmissione della luce è fondamentale: per Maurer non era qualcosa da nascondere, ma da valorizzare. Per questo, nelle sue lampade, circuiti e altri dettagli tecnici sono spesso lasciati a vista, o diventano estetici, quasi decorativi: un’idea che ha ispirato la nostra ricerca, tuttora in corso, sui circuiti in rame, il nostro materiale d’elezione.